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Segnatura mazzo n. 0
Denominazione (dell'unità descritta)
Titolo attribuito XIX-XX - ROCCHI BURLAMACCHI (DEPOSITO)
Estremi cronologici
Estremo cronologico testuale 01/01/1801 - 18 ante quem/05/1936
Descrizione fisica
Integrazione alla descrizione Misure: 110 x 250 mm || Supporto: pergamena || Stato: integra || Stato di conservazione: ottimo || Condizione: stesa
Descrizione / Abstract / Regesto
Frammento della "Vita", in geez (etiopico antico) del santo Takla Haymānot (trascritto anche Täklä Haymanot), cioè il maggiore santo nazionale etiopico (vissuto tra XIII e XIV secolo, m. 1313). Della "Vita" sono note diverse versioni; questa è la versione cosiddetta "scioana", cioè elaborata presso il monastero di Dabra Libānos (quello del massacro perpetrato dagli italiani nel 1937), la cui fondazione si attribuisce appunto al santo (per un riferimento, si veda E. A. Wallis Budge, "The Life of Takla Hâymânôt, in the version of Dabra Lîbanôs, and The miracles of Takla Hâymânôt in the version of Dabra Lîbanôs and The Book of the riches of Kings", London, Privately printed for Lady Meux, 1906; il frammento corrisponde alle pp. 68-69 della traduzione). Vi è citato il nome del metropolita Cirillo (Gerǝllos o Gērellos), nella forma che compare nell'edizione e nella "Vita" (la forma usuale sarebbe "Qerǝllos"), e anche il nome della madre, ʾƎgziʾ Ḫarayā (o Ǝgziʾ Ḫaräya), cui, nell'episodio che si trova nel frammento appunto, appare l'arcangelo Michele. Sul verso compare una numerazione: "Capitolo 32", che indica la divisione del testo, esattamente come appare nella edizione Budge. Il frammento, apparentemente, doveva appartenere a un codice completo della "Vita". Come si evince dalla foratura, i due frammenti, che appaiono consecutivi, dovevano costituire la parte esterna di un foglio, con una continuità testuale rb (cap. des. cap. 31-inc. cap. 32)-va (cap. 32). Nel margine superiore del reco si trova la nota: "Preso a Dabat nel Ghebi di Ailè Burru- 18. 5. XIV". Questa ricorda che il manoscritto fu preso nel palazzo o comunque nell'insediamento di "Ailè Birrù", forse (con ipocoristico) "Ḫayla Māryām Bǝrru" (o Haylä Maryam Bǝrru o Ḫayla Māryām Berru) il 18 maggio 1936, cioè a nemmeno due settimane dalla occupazione italiana di Addis Abeba (portata a termine il 5 maggio 1936). Infine, è utile segnalare che il toponimo "Dabat" (o Dābāt) indica una cittadina a circa 50 km a nord di Gondar (Gondär), sulla via che conduce da Gondar verso Asmara. Fu un centro di una certa importanza durante la occupazione italiana.

Relazioni delle schede