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Denominazione
Denominazione Spedale di S. Luca
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Estremo cronologico testuale 17/12/1041 - 11/09/1802
Descrizione del contentuto
Descrizione || da Bongi Salvatore, Archivio di Stato di Lucca Inventario a stampa Vol 1 (pag. 21 - 24) || Distribuzione: Sec. XI,n. 42; Sec. XII, n. 160; Sec. XIII, n. 709; Sec. XIV, n. 1476; Sec. XV, n. 115; Sec. XVI, n. 49; Sec. XVII, n. 75; Sec. XVIII, n. 32. || Furono depositate nell'Archivio il 30 Luglio 1859, dalla Direzione generale degli ospizi ed ospedali di Lucca. Lo Spedale della misericordia di Lucca fu fondato dalla università de' mercanti lucchesi, poco dopo il 1260, sotto la intitolazione di S. Luca, al qual santo fu dedicata anche la chiesa che ivi si fabbricò. Questo luogo rimaneva pertanto sotto la direzione e patronato della Corte dei mercanti fino all'anno 1807, in cui venne soppressa. Con diploma dei 27 Settembre 1262, il vescovo Enrico lo aveva accolto sotto la sua protezione, per ciò che spettava al servizio spirituale. Destinato in principio specialmente alla cura degl'infermi, col progresso dei tempi, estese l'opera sua ad altri atti di carità; ed a poco a poco tirò a sè la direzione di quasi tutti gli altri stabilimenti di beneficenza del paese di Lucca. Il suo patrimonio, assai ristretto in principio, fu di continuo accresciuto dalla pietà dei cittadini, dall'aiuto dei governi, e di più, mediante i possessi degli altri spedali ed istituti, che vennero a unirsi con lui. || Le pergamene dello Spedale di S. Luca, salvo pochissime più moderne, sono quelle che si trovarono esistenti il 1757, allorché si faceva dal Cardella un generale riordinamento di quell'archivio, e si compilava anche il Notulario delle pergamene medesime. Com'è naturale, oltre quelle antiche di S. Luca, si trovano nella raccolta anche le altre, venute in mano di esso spedale per ragione di eredità di privati cittadini; più le molte dei luoghi pii, con cui a mano a mano si veniva a fare l'unione. Di questi ultimi non sarà inutile la seguente indicazione sommaria, per regola di chi avrà a consultare questi documenti [019]. || Chiesa e spedale di S. Martino del Bagno di Corsena. Ne prese possesso lo Spedale di S. Luca il 24 Giugno 1520, in vigore di lettere del Legato pontificio del 15 Maggio di detto anno. Era destinato all'alloggio di 24 pellegrini. || Spedale di S. Jacopo di Rivangaio, di cui si ha notizia del 1277. Fu unito nel 1519, come da lettera del Vescovo di Lucca, 19 Febbraio, e da altri documenti posteriori. Albergava i pellegrini, e fu soppresso, assieme con altri spedaletti ed ospizi, in forza del breve 9 Novembre 1776, allorché si costruiva il Camposanto della città. || Spedale di S. Pietro di Valdottavo, fondato nel 1396. Fu unito in forza degli stessi atti, onde venne operata l'unione di quello di Rivangaio. Anche questo alloggiava i viandanti; ma fu lasciato fuor d'uso ed abbandonato nel 1661. || Chiesa e spedale di S. Lazzaro di Strignano o Restrignano del piano di Coreglia. Se ne ha documenti del 1348. Furono uniti dal Vescovo a S. Luca il 10 Marzo 1550. Lo spedale ricoverava i lebbrosi; la chiesa divenne poi la parrocchiale del piano di Coreglia, detta di S. Lorenzo. || Spedale di S. Piero Maggiore, detto di S. Piero vecchio fuor di porta di Lucca. Era molto antico, trovandosi già indicato in documenti del 1164. L'unione fu ordinata per bolla papale il 5 Luglio 1502, e venne compiuta, dopo la morte del rettore titolare, il 23 Maggio 1539. Dava alloggio ai pellegrini. || Spedale di S. Pietro Maggiore, detto S. Pietro il nuovo fuori di porta. Fondato nel 1389 da prete Vergiolese q. Vanni da Montecatino, priore di S. Piero. Decretatane l'unione, in forza delle lettere del Legato Apostolico, del 15 Maggio 1520, questa si effettuò il dì 8 Giugno 1574. Albergava i pellegrini. Ambedue gli spedali di S. Piero, vennero soppressi col breve del 1776. || Spedale di S. Piero di Ghivizzano. Albergava i viandanti per tre giorni. Il 9 Agosto 1539, fu dal Vescovo di Lucca unito allo Spedale di S. Luca. Soppresso nel 1776, la sua fabbrica e terra contigua, furono vendute dopo due anni. || Spedale e chiesa di S. Jacopo dell'Isola Santa, nella Pieve di Carecine in Garfagnana. Compariscono nel catalogo delle chiese e luoghi pii di Lucca del 1260. Furono uniti dal Vescovo per rescritto del 13 Maggio 1567, in esecuzione della bolla di Pio V del 1566. Ma il possesso fu preso da S. Luca, non prima del 24 Ottobre 1580. Albergava i pellegrini. || Spedale di S. Jacopo del Borgo a Mozzano. Albergava i poveri pellegrini per tre giorni. Unito dal Vescovo il primo Ottobre 1555, fu soppresso il 1776, ed il suo possesso venduto il 1778. || Spedale di S. Donnino di Boveglio, di cui si ha notizia del 1375. Alloggiava esso pure i pellegrini. Unito dal Vescovo il 16 Gennaio 1567. Soppresso anche questo nel 1776, fu venduta la sua casa nell'anno susseguente, e ceduto il suo oratorio alla chiesa parrocchiale del paese. || Spedale e chiesa dei Ss. Matteo e Pellegrino di Lunata. Si ha un inventario dei beni e delle terre di questo spedale o pellegrinaio, scritto nel 1233, dove sono citati 127 strumenti ad esso relativi, il più antico dei quali è del 1102. Dello stesso anno 1233 si trovano sotto il dì 7 Gennaio, i Capitoli di questo spedale, fatti da Bonansegna pievano di Lammari, Sigismondo priore di S. Angelo di Monte, e Belfante pievano di Compito. Da' quali si ricava come lo spedale di Lunata fosse allora a cura e custodia de' Priori de' conventi, (cioè compagnie de' pievani, cappellani ec.) del piano e del monte della diocesi di Lucca. Passò, in progresso dei tempi, sotto il patronato di alcune famiglie laiche; e, dopo essere stato unito allo Spedale di S. Luca, per atto del Vescovo del 15 Marzo 1567, fu soppresso con gli altri nel 1776. || Spedale di S. Maria Forisportam di Lucca, detto anche di S. Caterina. Degli anni 1065 e 1079 sono i primi documenti che trattano di questo spedale, e dove si ha memoria dei suoi fondatori. La sua residenza fu presso la chiesa di S. Maria, detta Forisportam, perché fabbricata fuori della porta di S. Gervasio, ma che poi, nell'allargamento della cerchia di Lucca, fu rinchiusa nella città. La istituzione di questo spedale era in principio di alloggiare e nutrire i pellegrini; ma il 6 Aprile 1458, essendo stato unito a S. Luca mediante una bolla apostolica, fu destinato ad alloggiare e alimentare i trovatelli. Ne' tempi più moderni la sua fabbrica servì di ricovero agli orfani, e si disse Spedale degli orfanelli bianchi. Il patronato di questo luogo si esercitava dai consoli delle contrade della parrocchia di S. Maria Forisportam, che erano le seguenti. 1.° Contrada e braccio detta de' Giordani e Passi. 2.° Contrada e braccio di messer Corradino. 3.° Contrada di S. Benedetto. 4.° Contrada di S. Giulia. 5.° Contrada e braccio di Pulìa fuor di città. È a notarsi, che cessati da assai tempo i consoli degli altri quartieri della città, rimasero questi di S. Maria Forisportam, e se ne seguitò la elezione fino nel 1808, nel quale anno il primo di Maggio, si fece per l'ultima volta nella chiesa stessa dello spedale, la radunata di quelle contrade, a fine di eleggere i consoli, e fu, come si esprime il moderno illustratore del medesimo, "l'ultimo atto della libertà lucchese del medio evo" [020]. Così è da ricordarsi, che quella prima unione collo Spedale di S. Luca, ordinata nel secolo XV, non fu operata in effetto; perché si trova, che nuovamente e definitivamente fu unito, con altri atti, nella prima metà del cinquecento, i quali ebbero piena esecuzione solamente nel 1568. || Spedale di S. Michele di Corsagna. Altro alloggio di pellegrini, unito il 13 Novembre 1567, e soppresso al solito nel 1776. || Spedale di S. Michele di Contesora e sua chiesa, detto lo Spedaletto di Vecoli. Fondato nel 1175, come si legge in una antica iscrizione e in altri documenti, da Ugolino q. Magiore e da Bonafiglia sua moglie. Era dipendente dal capitolo di S. Giovanni e Reparata di Lucca. Unito a S. Luca, per atto del Vescovo di Lucca, 17 Novembre 1568. Soppresso nel 1776. || Spedale di S. Maria di Piazza di Castiglione di Garfagnana. Unito in vigore di lettere apostoliche del 29 Luglio 1572. Serviva per alloggio di pellegrini; ma essendosi introdotto presso i popoli di quelle montagne l'abuso di esporvi i trovatelli, per deliberazione dei Consoli de' mercanti di Lucca (3 Giugno 1768), approvata dal Vicario del Vescovo, fu chiuso, ed i suoi letti si trasferirono nello spedale di S. Masseo in Lucca. || Spedale di S. Antonio di Gallicano, unito dal Vescovo il 4 Dicembre 1521. Era al solito un pellegrinaio. Soppresso nel 1776, e vendutane la casa il 1778. || Spedale di S. Ippolito e Cassiano di Gello. Unito nel 1521. Nel 1616 era fuor d'uso e caduto in rovina. || Spedale di S. Tomaso di Menabbio. Eretto senza licenza del Vescovo, fu nuovamente istituito, col consenso di lui, il primo Ottobre 1384. Venne accresciuto nel 1480 da Bartolomeo Nuovi di Ruota, che mediante lettere apostoliche, ne divenne patrono. Il patronato passò quindi nel 1529 nel comune di Menabbio. Nel 1520 era già unito allo Spedale di S. Luca; offriva alloggio ai pellegrini, ed ebbe fine, come tanti altri spedaletti, nel 1776. || Spedale di S. Maria di Controne. Fu unito il 30 Dicembre 1585 a nativitate (cioè 1584. s. v.).soppresso nel 1776, e venduto nel 1778. || Spedale di S. Graziano di Torcigliano di Monsagrati e sua chiesa. Si trova indicato anche nel secolo XIII col nome di Spedale delle Alpi lucesi. Fu unito il 24 Agosto 1616; albergava i pellegrini, e fu soppresso il 1776. || Spedale di S. Antonio di Camigliano, fondato da Luiso q. Giovanni Boccella. Stette sotto il patronato misto di quella famiglia, e de' domenicani di S. Romano. Fu unito in forza di lettere apostoliche del 1520 e 1566. Nel 1610 era già fuor d'uso. || Spedale di S. Giovanni del Pilo di Villabasilica. Le sue prime notizie sono del 1375. Unito il 10 Maggio 1644, in vigore della bolla di Pio V del 1566 risguardante le altre unioni. Rimase soppresso, e fu venduto, negli anni 1776 e 1777. || Badia di S. Pietro di Camaiore. Si attribuisce ai tempi longobardici l'origine di questa chiesa abbaziale, che fu tenuta in principio da monaci benedettini di regola ignota, poi da quelli detti di Flora, della riforma del B. Giovacchino. Abbandonata sullo scorcio del secolo XIV dai monaci, venne poi abitata da una famiglia di frati agostiniani di Nicosia, e infine passò nel dominio di particolari commendatori. Una bolla di Clemente VII del 28 Maggio 1526, soppresse definitivamente il monastero e la Badia, e ne trasmise i beni allo Spedale di S. Luca. In antico erano state unite alla Badia di S. Pietro le chiese di S. Martino di Montemorli, detta poi S. Margherita di Montebello, ed il romitorio di Moriglione di Vorno; e dipendevano anche dalla medesima, fino dal 1180, le cappelle di S. Michele e di S. Bartolomeo, la chiesa di S. Vincenzo collo spedale, la cappella di S. Biagio in Lombrici, quella di S. Frediano in Pedona, l'altra di S. Salvatore presso Sala, la chiesa di S. Maria presso Porta Beltrami, e lo Spedale di S. Sisto presso Ripa, come si ha da una bolla di Alessandro III, del 28 Aprile di quell'anno [021]. || Chiesa di S.Margherita di Montebello di Camaiore. Dipendeva in antico, come si disse, dalla Badia di S. Pietro, e fu unita con quella allo Spedale, nel 1526. || Spedale di S. Lazzaro fuor di città e sua chiesa. In varie carte del secolo XII si hanno le prime notizie di questo ricovero di lebbrosi, eretto in coda di Prato, fuori della città, presso il ponte di Leo Busi. Era sotto il governo di un rettore, il quale si trova, che nel 1515 e 1523, veniva eletto dagli stessi ammalati. Per autorità del Vescovo di Lucca, fu unito allo Spedale di S. Luca, il 21 Febbraio 1550. || Spedale dei Ss. Maria Caterina e Antonio in Lucca, detto volgarmente di S. Masseo (o Matteo). Giovanni detto Nuccorino, vinattiere e cittadino lucchese, fondò, il 27 Novembre 1344, questo spedale, assegnando una casa posta nella contrada di S. Masseo e dei beni, per ricovero e mantenimento di alcuni poveri, e per la loro cura, se essendovi albergati, fossero dipoi caduti in malattia. Il patronato, e la nomina del rettore per i tempi, furono riservati a detto fondatore e sua discendenza; finchè, col consenso dei patroni, non fu unito a S. Luca il 15 Febbraio 1661, per atto del Vescovo, emesso in vigore della bolla di Pio V del 1566. Questo spedale, avutane la licenza pontificia del primo Luglio 1784, fu chiuso, a patto che i suoi letti si aggiungessero a quelli di S. Luca. || Chiesa, monastero e spedale di S. Bartolomeo in Silice ne' borghi di Lucca. Si hanno notizie molto antiche della chiesa e monastero di S. Bartolomeo, fabbricati fuori delle porte di Lucca dal lato di levante, i quali furono un tempo tenuti da una famiglia di benedettini, dipendenti dall'abbazìa di S. Benedetto di Polirone di Mantova. Dello spedale annesso si trova ricordo del secolo XIV. Cacciati i monaci neri dalla città e diocesi di Lucca, S. Bartolomeo in Silice fu dato in commenda. Quindi con bolla di Sisto IV, 14 Marzo 1471, restò unito allo Spedale di S. Luca. Di lì a pochi anni, cioè nel 1488, lo Spedale stesso cedette quel luogo ai monaci olivetani, che vi accomodarono la loro nuova residenza e la loro chiesa, che si disse di S. Ponziano, restando però gran parte delle entrate di S. Bartolomeo in possesso dello Spedale. || Oratorio e romitorio di S. Maria delle Grazie di Pietrasanta. Ne fu fatta l'unione allo Spedale di S. Luca, per atto del Vescovo di Lucca, il 24 Febbraio 1508. || Spedale di S. Maria di Pietrasanta, detto de' Mercanti di Lucca. I primi documenti che se ne citano sono del secolo XIV, e da questi apparisce come già fosse una dipendenza dello Spedale di S. Luca o della Misericordia di Lucca, e che esso pure venisse governato e protetto dai Consoli dei mercanti lucchesi. Venuta meno per Lucca la giurisdizione sul paese di Pietrasanta, cessò il patronato de' lucchesi, su questo ospizio che quindi venne unito con altri spedaletti di Pietrasanta, sotto il titolo di Tutti i Santi, ad un monastero di francescane clarisse dette di S. Leone, coll'obbligo però di usare la solita ospitalità. || Chiesa di S. Pietro Siricaiolo, detta di S. Pierino. Chiesa manuale o accessorio di S. Maria Filicorbi. Lo Spedale di S. Luca venne in possesso del diritto di nominarvi il cappellano, per testamento di Lemmo Catrignelle del 1348. Nel 1441 fu unito allo spedale stesso. Ma nel 1510 (18 Marzo), per atto del Vicario del Vescovo, e di consenso dello Spedale, la chiesa di S. Pierino fu ceduta a quella dei Ss. Antonino e Paolino, restando però in S. Luca i beni che possedeva. || S. Maria di Strettoia nel territorio di Pietrasanta. Era membro dipendente da S. Pietro di Camaiore, e però venne sotto la dipendenza dello Spedale, quando vi fu unita quella badia. || Sono questi i luoghi di cui è memoria che fossero uniti allo Spedale di S. Luca, avanti l'anno 1757, quando cioè si costituiva la raccolta attuale delle pergamene, nelle quali, come dicemmo, furono miste anche quelle dei luoghi soppressi, e fino a quell'anno riuniti. Accaddero però, anche dopo quel tempo, nuove riunioni di chiese e spedali a quello di S. Luca, fatto oramai capo principale della beneficenza lucchese; ma le pergamene di quelli istituti non furono allora aggiunte alla già fatta collezione. Così per esempio fecero corpo a sé quelle di Fregionaia; e così rimasero divise le pochissime che si salvarono dei luoghi pii, che vennero annessi allo Spedale sul principio del secolo presente. Formano pure una raccolta speciale i diplomi della Corte de' mercanti, benchè, come fu notato a suo luogo, riguardino lo Spedale di S. Luca, che fu per lunghissimo tempo sotto il suo patronato. || Una carta dello Spedale in data del 1257, si pubblicò per intero dal Bini nel suo primo ragionamento de' Tempieri in Lucca. Att. Acarte Lucch. X. 269, il quale di altre dette un estratto. Il Barsocchini stampò quella antica iscrizione italiana avente la data del 1065, e scritta in una cartapecora, negli stessi Atti Acarte Lucch. VI. 156; e nelle Mem. Doc. Stor. Lucch. V. III. 575, pubblicò uno strumento del 1079. Il Prof. F. Buonanoma dette l'estratto di tutte le cartapecore relative alla Badia di S. Pietro di Camaiore, che ora sono fra quelle dello Spedale di s. Luca, nell'Indice de' Documenti della Badia medesima, stampato in Lucca, nel 1858. || Note: || [019] Ci siamo valuti specialmente delle informazioni che si leggono nella Breve notizia del nostro Spedale di S. Luca, e dei suoi uniti, an. 1757 (con alcune giunte posteriori), compilata da Leonardo Cardella, colla scorta de' documenti. Nell'Archivio dello Spedale, ora in questo R. di Stato. || [020] Si vegga la scrittura intitolata L'Ospedale di S. Maria Forisportam, ossia di S. Caterina di Lucca, ragionamento del Prof. Fr. Buonanoma. Lucca, Landi 1839. 8. || [021] Illustrò quest'antica Badia e la sua chiesa il Prof. Francesco Buonananoma, ne' Cenni storici sopra alcune chiese e luoghi della Versiglia; Att. Acarte Lucch. XVII. 445, e nell'Indice dei documenti spettanti alla Badia, pubblicato in volume a parte, in Lucca, Tip. Giusti, 1858, in 8.

Relazioni delle schede