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Progetto di digitalizzazione

Patrimonio documentario

Soggetti produttori

Soggetti conservatori

Denominazione
Denominazione Contado di Novara
Estremi cronologici
Estremo cronologico testuale 1569 - 1794
Descrizione fisica del complesso
Consistenza totale 626 unità: regg. 292, bb. 334
Soggetti Produttori
Soggetto produttore Contado di Novara
Soggetto conservatore
Soggetto conservatore Archivio di Stato di Novara
Descrizione del contentuto

In Archivio digitale è proposta la consultazione dei 6 volumi di inventari antichi realizzati da Carlo Michele Giulino tra il 1785 e il 1787.

Gli inventari furono richiesti dall'Intendente generale per l'alto e basso Novarese e Vigevanasco Michele Antonio Lovera, con l'intenzione di disporre di un valido strumento per la consultazione delle carte del soppresso Contado.

Si aggiungono una rubrica topografica e un repertorio per classi di materie. I volumi furono realizzati seguendo il "metodo delle schede", che prevedeva una prima regestazione in fogli singoli. Nella fase di riordinamento i regesti venivano ritagliati ed incollati nelle pagine di registro vuoto.

Nel 1793-1794 furono realizzate quattro copie dell'inventario, per ordine dell'Intendente Amedeo Corte di Bonvicino, dal liquidatore Antonio Peruchetti, che proseguì l'attività di inventariazione, descrivendo le carte prodotte successivamente alla soppressione dell'organismo, tra il 1776 e il 1794.

Storia archivistica

Tracce dell'ordinamento dell'archivio del Contado si ritrovano dall'epoca spagnola, quando la responsabilità delle scritture di questo organismo con funzioni meramente fiscali era rimessa nelle mani dei sindaci. In questo periodo pare che l’archivio, conservato in una credenza di noce serrata a chiave, non fosse caratterizzato da una particolare organizzazione delle carte, considerate essenzialmente uno strumento di primaria importanza per l'amministrazione ordinaria. Una complessiva sistemazione venne operata solo a seguito della soppressione dell'organismo rurale, avvenuta nel 1775. L’archivio venne trasferito presso l’ufficio dell’Intendenza per l’alto e basso Novarese e Vigevanasco, sfuggendo all’incendio che nel 1781 mandò in cenere gran parte delle carte dell’ufficio periferico dell’amministrazione sabauda. La ragione del trasferimento poteva rispondere alle necessità di governo e di controllo sulle comunità rurali, tenuto conto della notevole quantità di dati conoscitivi contenuti nelle carte. La distruzione del prezioso archivio dell’Intendenza avrebbe peraltro indotto l’intendente Michele Antonio Lovera a porre al sicuro la memoria amministrativa e storica dell’organismo, ordinando l’inventariazione dettagliata del fondo. Pertanto, nel 1785 il canonico della Chiesa Collegiata di San Giulio d’Orta, Carlo Michele Giulino, venne richiesto per riordinare l’archivio, lavoro che richiese due anni di tempo. Giulino affrontò il problema dell'intervento archivistico adottando il metodo di ordinamento cronologico, attraverso il quale la disposizione in ordine temporale dei documenti avrebbe consentito di rappresentare, in un lungo "continuum", lo svolgimento storico dell’ente. Durante il riordinamento, atti sciolti e fascicoli furono sistemati in camice, riportanti la data e il titolo breve del contenuto. L’insieme di tutti i fascicoli così creati erano infine racchiusi in pacchi, uniti da due piatti di cartone, ai quali era assegnato un numero; quello anteriore recava la stampa della cornice sormontata dallo stemma della città di Novara, mentre all’interno Ercole guardava il lettore, seduto insieme a un leone adagiato sul numero di cartella. Il riordinamento comportò necessariamente la realizzazione di uno strumento che consentisse di ritrovare la documentazione, organizzata in ordine rigorosamente cronologico e inserita in pacchi numerati. La corrispondenza tra i fascicoli e l’inventario era data dalla numerazione delle 280 cartelle, descritte in quattro volumi di inventario, dove venivano riportati analiticamente i regesti dei documenti. Un quinto volume conteneva una rubrica topografica. Nella fase di riordino dell’archivio Giulino separò fisicamente i registri dalla documentazione sciolta. I primi vennero sistemati in 328 unità, numerate sul dorso di ogni registro, riordinate parzialmente in ordine cronologico senza tener conto della continuità delle serie. Giulino non pose mano alla serie delle "Fedi di alloggiamenti e degli ordini militari", composta di carte tra il 1625 e il 1746, unite in pacchi con due piatti di cartone non decorati, recanti la sola indicazione dell’anno e del nome della serie. Un successivo intervento sulle carte ordinate "ad annum" venne condotto dal liquidatore Antonio Peruchetti, che proseguì l'attività di inventariazione descrivendo le carte prodotte successivamente alla soppressione dell'organismo, tra il 1776 e il 1794. L'archivio così composto pervenne a inizio Novecento nella disponibilità del Comune di Novara. Il 1° marzo 1972 venne formalizzata, tra l'ente locale e il costituendo Archivio di Stato della città, la consegna dell’archivio storico comunale, in esecuzione della convenzione stipulata il 4 agosto 1969. Il deposito riguardò anche archivi di provenienza statale; oltre a quelli dell’Intendenza per l’Alto e basso Novarese e Vigevanasco e della Prefettura napoleonica del Dipartimento dell’Agogna, vennero consegnati, a titolo di restituzione allo Stato, i fondi dei Contadi di Novara e di Vigevano. A seguito del versamento, le unità sono state ricondizionate in buste nel rispetto dell'ordinamento di Giulino

Criteri di ordinamento, di numerazione e altre informazioni utili
Ordinamento cronologico
Condizioni di accesso
Gli inventari analitici di Giulino sono l'unico strumento per risalire alle descrizioni dei fascicoli contenuti nella serie delle "Cartelle ad annum" del fondo del Contado di Novara. Una volta rintracciata la cartella di proprio interesse tra i volumi dell'inventario, per la consultazione dei fascicoli è sufficiente indicare il nome del fondo, il nome della serie archivistica ("cartelle ad annum"), l'anno e il numero di cartella. Esempio: Contado di Novara, Cartelle ad annum, 1249-1569, n. 1
Riferimenti bibliografici
Riferimenti bibliografici G. Silengo, "Gli archivi dei Contadi di Novara e Vigevano", in "Bollettino storico per la provincia di Novara", 2, pp. 248-253
Riferimenti bibliografici V. Gnemmi, Ricerche sul «Contado» novarese nel XVII secolo (1645-1675). Parte istituzionale, in “Bollettino Storico per la Provincia di Novara”, Anno LXXII, n. 2, pp. 341-366
Riferimenti bibliografici E. Colombo, Costruire Contadi. Il Vigevanasco in età moderna, in “Quaderni storici”, 139, a. XLVII, pp. 15-41
Codici
Identificativo per il Complesso ICAR CA 624613

Relazioni delle schede